video:
Alessandro Amaducci
testo, voce e suoni: Motor Angel
progetto: Steve Morino
produzione spettacolo: Hiroshima Mon Amour per Tecnoteatro
produzione video: Alessandro Amaducci, VoLuminA
“Un alieno cade
sulla Terra e torna in cielo con un volo American Airlines. Mi sono chiesto
a lungo che cosa abbia visto quell’uomo, cadendo qui, a Babele”.
Alessandro Amaducci, Steve Morino, Motor Angel
spettacolo multimediale ispirato alle Twin Towers di Alessandro Amaducci, Steve Morino, Motor Angel
l’ambiente simula l’interno di un aereo: due videoproiettori sono posti uno accanto all’altro (le finestre dei piloti), frontalmente rispetto al pubblico seduto su due file di sedie (i passeggeri). In mezzo, sempre davanti al pubblico e sotto i videoproiettori, le consolle audio e video leggermente separate (i piloti).
scheda tecnica
video: 1 lettore betacam, 2 lettori vhs, 1 mixer video Panasonic WJ-MX 50 (il
mixer può essere reso disponibile), 2 videoproiettori (che proiettano
la stessa immagine), 2 schermi di grandezza adatta allo spazio, 1 monitor di
controllo
audio: amplificazione a quattro canali per sistema quadrifonico con potenza adatta allo spazio. Il resto dell’attrezzatura viene reso disponibile
dichiarazioni,
articoli e recensioni
“(...) Q33NYUSA è una sigla che ha iniziato a girare in rete dopo
la distruzione delle Twin Towers. Q33 corrisponderebbe alla sigla di uno degli
aerei, NY alla città e USA alla nazione. Cambiando il carattere tipografico
alla sigla utilizzando il font Wingdings compaiono i grafismi riprodotti: Q33NYUSA.
Suggestione, visione o leggenda urbana? (...)
Uno straniero
entra nel regno di Babele, probabilmente con la missione segreta di distruggerla
o ferirla mortalmente. Per compiere il suo destino deve praticare l’invisibilità,
deve diventare un abitante come tutti gli altri, deve assumere molti volti e
altrettanti nomi. Deve imparare nuove lingue, nuovi mestieri. Quali immagini,
quali suoni, quali ricordi si formeranno o torneranno alla sua memoria? Quali
incontri segneranno la sua Via Crucis verso la fine obbligata?
Noi viviamo qui, nel Regno di Babele. Quello che ci viene mostrato ogni giorno,
da sempre, ci sembra ovvio, non di necessità giusto o senza difetti certo,
ma ovvio e ci culliamo nell’illusione che il nostro sia il migliore dei
mondi desiderabili. Certo non abbiamo smesso di sognare, ma vorremmo semplicemente
di più.
Dunque ci aspettiamo che anche coloro che attendono, esclusi, oltre le mura
di Babele in fovdo non chiedano altro che di entrare, magari per diventare come
noi, oppure per rubare i nostri tesori e portarli nelle loro terre. A volte
però questo non accade e sguardi incomprensibili ci scrutano.
È possibile immergersi nel Regno di Babele senza rimanerne contaminati
o almeno affascinati? Come è possibile resistere all’offerta di
ciò che desideriamo e il cui stesso desiderio è il motore principale
della stabilità delle cose? Perché desiderare di distruggere tutto?
Perché un attacco all’immaginario di Babele è l’azione
più pericolosa?
Q33NYUSA è solo un’ipotesi che cerca di ricostruire questo percorso,
questa Via Crucis. Le note di un viaggio. Un viaggio con occhio alieno attraverso
città gremite di gente comune, attraverso cartelloni pubblicitari e personaggi
immaginari, attraverso periferie sonnolente e metropolitane affaticate, attraverso
il sorriso dei protettori e le icone dei santi.
Q33NYUSA è solo un’ipotesi. Forse potremmo anche scoprire che anche
a noi, se solo ci fermiamo a guardare, queste immagini appaiono aliene, così
nitide da diventare inesplicabili, così amichevoli da divenire intollerabili.”
Alessandro Amaducci, Steve Morino, Motor Angel, Q33NYUSA:la
tragedia a Tecnoteatro, Torino Sette, La Stampa Torino, 14 dicembre 2001
“Come
si fa a parlare dell’oggi che diventa Storia, quando l’oggi non
è ancora finito? Come si fa ad asciugare il fiume roboante della cronaca
per cogliere l’essenza limpida degli eventi? È quasi impossibile.
Ancor più impossibile se sono le radici del mondo ad essere sconvolte.
Parlare delle Twin Towers, e della loro distruzione, raccontarle con la voce
della poesia e la fascinazione del racconto, è quasi violenza disperata.
Con un guizzo d’audacia profonda, dettata dall’urgenza del dire,
ci provano, con impeto e orgoglio, tre artisti eterogenei che sanno mescolare
tecnologia e mito. (...) Sfidando la retorica per rimanerne immuni, hanno concepito
un’opera, Q33NYUSA, in cui musica e visioni hi-tech accompagnano lo spettatore
attraverso 14 stazioni, che al pari di una via crucis ripercorrono la sofferenza
immane di una passione necessaria per giungere alla redenzione suprema. Lo spettatore
viaggia con gli occhi di un Icaro alieno alla volta del regno di Babele. Il
Caos risucchia, epico e puro, in un impatto emotivo di grande forza espressiva
che apre la strada ai pensieri.”
Alfonso Cipolla, New York. Via crucis della storia, La
Repubblica Torino, 23 Dicembre 2001