ELECTRIC SELF
ANTOLOGIA
PROVVISORIA
Electric Self è una serie di video, tutti commentati da brani musicali realizzati da me, che stanno formando un’antologia dall’omonimo titolo. Il titolo vuole suggerire da una parte il fatto che sono piccole opere in cui il “fai da te” elettronico-digitale raggiunge il massimo livello, dato che sia la parte video che quella musicale sono realizzate direttamente da me, mentre dall’altra parte indica la volontà di entrare in maniera diretta dentro una sorta di inconscio elettronico, di caverna di ombre contaminate dalle nuove tecnologie, dove vivono o riemergono fantasmi di immagini, forme archetipiche, ma anche “insospettabili” clichè del mondo di Internet, personaggi stereotipati, modelli, figure che galleggiano nel mare della Rete e che noi cerchiamo e scarichiamo sul nostro computer sena sapere il più delle volte il perché.
L’ingresso nel mondo dell’inconscio elettronico è un viaggio oscuro, denso di ferite, dove si incontrano personaggi femminili, corpi che incarnano in qualche modo alcuni temi che ossessivamente si rincorrono, come la vita , la morte, il desiderio, il voyeurismo, la trasformazione del mondo in spettacolo, e l’inossidabile potenza fascinatoria della forma umana, del corpo inteso come luogo esoterico, come spazio simbolico che richiama temi, idee, pensieri. Entrare nell’inconscio elettronico significa anche ri-scoprire la propria ombra infantile, quel momento in cui la dimensione della morte e della vita sono confuse, e con le quali si può giocare anche in maniera crudele, in cui la bellezza e la mostruosità possono convivere, dove la paura è necessaria perché foriera di emozioni.
Il digitale è senza limiti, quali sono quindi i confini della visione? Quale tipo di onirismo si crea quando tutto il mondo diventa immagine e convive o collide con il proprio personale archivio di forme oniriche? Quali forme scaturiscono dall’incontro fra il voyeurismo tecnologico e l’esibizionismo di corpi veri che accettano di essere modificati dal digitale?
L’inconscio è elettrico anche perché diventa velocissimo, schizofrenico: le personalità multiple esplodono, esplorano il proprio personale bagaglio di immagini che si scontrano con l’horror quotidiano delle guerre, dell’immaginario bellico che ci circonda sempre più, modificando, forse per sempre, i canoni di bellezza, di vita e di morte.
Nell’inconscio tecnologico si danza sempre volentieri con la Morte.
1):THE WEB
DVcam, 2007, 7’
realizzazione video e
suono: Alessandro Amaducci
riprese, montaggio,
compositing: Alessandro Amaducci
computer grafica:
Dimitri Milano
presenza: Paola
Chiama
sinossi:
I corpi di Internet
incontrano un fantasma con un corpo. La
Rete imprigiona il suo ospite ma viene sfondata, svelando il
suo interno.
2): DISCUSSION ON DEATH
DVcam, 2006, 6’
realizzazione video e
musica: Alessandro Amaducci
presenze: Paola
Chiama, Morgan Hide
sinossi:
Nel
mondo digitale il limite non esiste più, e così scompare il concetto di morte.
Pensiamo di essere tutti immortali. I corpi mutano o trasmutano, la scienza
promette l’eternità, e nel labirinto di specchi che si crea partoriamo noi
stessi, creature già disponibili alla mutazione finale. Un viaggio nelle
identità dell’immagine.
2
classificato a Visionaria 2007, Siena, giuria di Second Life.
3): ELECTRIC SELF
DVcam, 2006, 4’
[guarda il video]
realizzazione video e
musica: Alessandro Amaducci
presenza: Giuliana
Urciuoli
sinossi:
Creatività
dell’immaginario nel nero amniotico della vita e della morte. Il “sé
elettrico”, l’identità tecnologica, nasce dal buio e dal corpo. Figure mutanti
vagano nella caverna delle immagini partorendo forme ambivalenti, a metà fra la
vita e la morte.
1
premio come artista indipendente al festival Optica, Spagna.
4): IN THE BEGINNING
DVcam,
2006, 4’
[guarda il video]
realizzazione
video e musica: Alessandro Amaducci
presenza:
Alessandra Vigna
sinossi:
Fantasmi
di marinai tatuati provengono dal passato nell’oceano della memoria, evocati da
una figura femminile.
5): FLESH PATHS
Dvcam,
2007, 6’30''
[guarda il video]
realizzazione
video e musica: Alessandro Amaducci
riprese,
montaggio, compositing, musica: Alessandro Amaducci
computer
grafica 3D: Dimitri Milano
presenza: Giuliana Urciuoli
sinossi:
Viaggio
attraverso i percorsi della carne, fra corpi femminili scoperchiati e nati già
morti. Il lungo flashback di un suicida, fra memorie ancestrali e ricordi
fetali.
6): ANYWHERE OUT OF THE WORLD
DVCam, 2007, 5’

[guarda il video]
realizzazione video e
musica: Alessandro Amaducci
elaborazioni 3D:
Dimitri Milano
presenza: Morgan Hide
sinossi:
Evoluzioni di un
corpo in trasformazione. Alchimie della carne.
7): ZERO GRAVITY
DVCam, 2007, 6’23''

[guarda il video]
realizzazione video e
musica: Alessandro Amaducci
elaborazioni 3D:
Dimitri Milano
presenza: Paola
Chiama
sinossi
La spada e il fuoco.
Evoluzioni cromatiche di un corpo in bilico fra il nulla e la distruzio
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RECENSIONI
Alessandro Amaducci è nato nel 1967 a Torino. Si laurea in Storia e Critica del Cinema con una tesi dal titolo Videoarte: problemi di teoria e di linguaggio. Svolge varie attività legate al campo artistico, dal fumetto alla musica (suona le tastiere in diversi gruppi new wave torinesi negli anni '80), incontrando il teatro perfomativo, la poesia, la mail-art... Dal 1991 al 1998 collabora presso l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino, diretto da Paolo Gobetti, realizzando documentari sulla Seconda Guerra Mondiale, sulla Resistenza, sulle lotte operaie... Dopo numerose esperienze nel campo dell'insegnamento approda all Dams di Torino, in cui tiene un corso dal nome Teoria e Tecnica del Linguaggio Audiovisivo. Dal 1989 realizza video sperimentali, video di danza, videoinstallazioni e documentari d’arte, di antropologia e di scienza, oltre a videoclip musicali, acquisendo esperienza di operatore e montatore video specializzato in postproduzione, sia con attrezzature analogiche che digitali. La sua produzione attualmente si è spostata anche su un fronte live, realizzando serate come v.j. e spettacoli multimediali sotto la denominazione Teatro degli Automi Luminosi.
I cinque nuovi video di Alessandro Amaducci che proietteremo nel corso della 5a edizione di Videopuntozero sono riconducibili a numerosi filoni: il gotico, la cultura industriale, la cultura delle droghe, i freaks, la fantascienza cyber, le distopie, la poesia decadente e funeraria, il cinema horror, i documentari shock alla "Mondo", il porno, la performance fisica, la body art, il neo-tribalismo, la musica e gli arcipelaghi culturali dark, punk, heavy metal… la ricerca di sonorità sempre nuove, con l’approdo all’elettronica che ha dissolto ogni possibilità di distinzioni...
L’idea che ci suscita l’elenco che abbiamo cercato di abbozzare è quella di tendenze che si aggregano intorno a concetti per lo più nichilisti e pressanti, dove è quasi ossessiva l’urgenza di gesti di rottura, violenti, istintivi e veloci.
I nuovi video di Amaducci hanno proprio (e solo) l’apparenza di essere gesti di questo tipo, ma la violenza dei contenuti viene immersa in un’atmosfera più sospesa e contemplativa, da trip lento e lungo. Anywhere Out of the World raggiunge proprio la dimensione di una visione da fungo magico e può essere rappresentativo di un certo tipo di visione liquida e dorata, dai cromatismi risplendenti come illuminata dall’interno, tipica unicamente dei funghi magici. Si tratta del corpo di una modella (Morgan Hide) elaborato e trasformato in un modello 3D che attraversa continue trasformazioni. Questo fluire continuo dei volti e dei corpi che Amaducci ha ripreso è un suo segno distintivo e di continuità rispetto ai lavori del passato. E’ difficile afferrare le sue immagini in un momento di decisa stabilità e concretezza, sfumano immediatamente per trasformarsi in qualcos’altro. Questo gioco è sempre diverso e Amaducci mostra le abilità creative e tecniche di chi può davvero sfruttare una gamma infinita di variazioni interessanti e sorprendenti.
Questi nuovi video di Amaducci sono immersi in una dimensione di erotismo spietato: le performer che danzano o agitano coltelli lunghi come zanne, seminude o completamente nude hanno corpi bellissimi e personalità. L’accostamento erotismo/morte è parte dei vari retaggi di cui sopra e dell’animo romantico di Amaducci. E’ disperato tentare delle considerazioni teoriche originali su un tema tanto battuto, quindi la parte teorica la tralasciamo per dire subito che Amaducci ha realizzato dei video sul tema erotismo/morte carichi di tensione e bellezza. Discussion about Death (in programmazione Sabato 19 maggio) viaggia accompagnato da una musica bellissima, molto evocativa. Discussion about Death sorprende per la quantità di cambi, di idee felici che dilagano, di variazioni stilistiche, di immersioni in mondi a tratti terrificanti e pieni di suggestioni misteriose, inafferrabili, fisiche...
La sofferenza cronicizzata e indotta di una tra le tante generazioni di giovani disperati cresciuti rinchiusi dentro stanze di cemento, imprigionati, le uniche possibilità sentite come appaganti la fuga nel sogno e nel sonno, le tendenze suicide di un'intera società che cresce all'ombra delle sue bombe atomiche, come se la possibilità concreta dell'estinzione fosse l'unica possibilità di preservarci dall’estinzione, gli infiniti dolorosi paradossi della nostra condizione futile e disperata, sono presenti in questi video assieme alla continua ricerca della bellezza e della poesia - VPZ
Alessandro Amaducci è uno degli artisti che si sono resi disponibili per rispondere alle nostre sette domande su Immagine/Corpo (le trovate in queste stesse pagine). Al più presto vi proporremmo un estratto dalla sua intervista - VPZ
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ELECTRIC SELF_ Alessandro Amaducci
"In uno spazio, sospeso come può essere quello di un sogno, privo di coordinate spaziali e temporali, dove i riferimenti si disintergano nel buio, un'apparizione di donna in stato interessante si manifesta evanescente e fluttuante e pervade lo schermo nella sua nudità sensuale. L'immagine moltiplicata espone il corpo nei movimenti di danza e nelle contorsioni che gli effetti elettronici consentono, rendendolo elastico, espandibile o mutabile come di fronte ad uno specchio deformante.
Il graduale passaggio da bianco e nero a colori saturi e acidi nelle tonalità del rosso e del verde libera l'immagine dal connotato reale, riportando alla mente le figure esplose e cariche del fauvismo.
Potente e ipnotico l'impatto musicale. Un video che attrae e seduce nell'esporre un'eterea femminilità eppur così piena e concreta nel suo futuro essere madre."
Elena Marcheschi, Poetroniche. Video cinema e oltre, catalogo Invideo 2007, Milano, Mimesis, pg. 42
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