Electric Self


ELECTRIC SELF
ANTOLOGIA PROVVISORIA

Electric Self è una serie di video, tutti commentati da brani musicali realizzati da me, che stanno formando un’antologia dall’omonimo titolo. Il titolo vuole suggerire da una parte il fatto che sono piccole opere in cui il “fai da te” elettronico-digitale raggiunge il massimo livello, dato che sia la parte video che quella musicale sono realizzate direttamente da me, mentre dall’altra parte indica la volontà di entrare in maniera diretta dentro una sorta di inconscio elettronico, di caverna di ombre contaminate dalle nuove tecnologie, dove vivono o riemergono fantasmi di immagini, forme archetipiche, ma anche “insospettabili” clichè del mondo di Internet, personaggi stereotipati, modelli, figure che galleggiano nel mare della Rete e che noi cerchiamo e scarichiamo sul nostro computer senza sapere il più delle volte il perché.

L’ingresso nel mondo dell’inconscio elettronico è un viaggio oscuro, denso di ferite, dove si incontrano personaggi femminili, corpi che incarnano in qualche modo alcuni temi che ossessivamente si rincorrono, come la vita , la morte, il desiderio, il voyeurismo, la trasformazione del mondo in spettacolo, e l’inossidabile potenza fascinatoria della forma umana, del corpo inteso come luogo esoterico, come spazio simbolico . Entrare nell’inconscio elettronico significa anche ri-scoprire la propria ombra infantile, quel momento in cui la dimensione della morte e della vita sono confuse, e con le quali si può giocare anche in maniera crudele, in cui la bellezza e la mostruosità possono convivere, dove la paura è necessaria perché foriera di emozioni.

Il digitale è senza limiti, quali sono quindi i confini della visione? Quale tipo di onirismo si crea quando tutto il mondo diventa immagine e convive o collide con il proprio personale archivio di forme oniriche? Quali forme scaturiscono dall’incontro fra il voyeurismo tecnologico e l’esibizionismo di corpi veri che accettano di essere modificati dal digitale?

L’inconscio è elettrico anche perché diventa velocissimo, schizofrenico: le personalità multiple esplodono, esplorano il proprio personale bagaglio di immagini che si scontrano con l’horror quotidiano delle guerre, dell’immaginario bellico che ci circonda sempre più, modificando, forse per sempre, i canoni di bellezza, di vita e di morte.

Nell’inconscio tecnologico si danza sempre volentieri con la Morte.

ELECTRIC SELF-TEMPORARY ANTHOLOGY

Electric Self is a series of video all commented by musical passages realized by me, that  are forming an anthology from the homonym title. The title wants to suggest, on one side, the fact that they are small works in which the digital "do it yourself" reaches the maximum level, since both the part video that the musical part are directly realized by me; while on the other side points out the wish to enter directly inside a sort of electronic unconscious, of cavern of shades contaminated by the new technologies, where live ghosts of images resurface, archetypical forms, but also "unexpected" cliches of the world of Internet, stereotyped characters, models, figures that float in the sea of the Net and that we look for and we upload on our computer without, for the most part, knowing the why.

The entry in the world of the electronic unconscious is a dark trip, dense of wounds, where female characters are met, bodies that embody somehow some obsessive themes , as the life, the death, the desire, the voyeurism, the transformation of the world in show and the stainless fascinating power  of the human form, of the body meant to an esoteric, symbolic place. To enter the electronic unconscious also means to ri-discover our own childish shade, that moment in which the dimension of the death and the life are confused, and with which can be played also in cruel way, in which the beauty and the monstrosity can cohabit, where the fear is necessary because heralding of emotions.

If the digital age is without limits, which are therefore the confinements of the vision? Which type of oneirism is created when the whole world becomes image and cohabits or collides with our own personnel file of oneiric forms? Which forms do  spring from the meeting among the technological voyeurism and the exhibitionism of true bodies that accept to be modified by the digital technologies?

The unconscious is also electric because it becomes fast, schizophrenic: multiple personalities explode, they explore their own personnel baggage of images that meet with the daily horror of the wars, with the imaginary of war that surrounds us more and more, modifying, perhaps forever, the canons of beauty, of life and of death.

In the technological unconscious we dance gladly always with the Death.


NOT WITH A BANG
DvCam, 2008, 5'12''

[guarda il video: watch the video]

video, musica/video, music: Alessandro Amaducci
elaborazioni 3D/3D treatments: Dimitri Milano
presenza/presence: Paola Chiama
costume: Valentina Pianca

sinossi/synopsis:
Un fantasma combatte le sue memorie.
A ghost fights her memories.

1 premio Visionart, Festival Visionaria, Piombino, 2009
1st award Visionart, Festival Visionaria, Italy, 2009

GREETINGS FROM HELL
digital, 2008, 3'30''

[guarda il video/watch the video]

video, musica/video, music: Alessandro Amaducci

sinossi/synopsis
Creature fiammeggianti.
Flaming creatures

FEAR OF ME
digital, 2008, 5'00''

[guarda il video/watch the video]

computer grafica, postproduzione e musica/computer graphics, compositing, music: Alessandro Amaducci

sinossi/synopsis
La paura del corpo.
The fear of the body.

 

ZERO GRAVITY
DVCam, 2007, 6’23''

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/camera, editing, compositing, music: Alessandro Amaducci
elaborazioni 3D/3D processing: Dimitri Milano
presenza/presence: Paola Chiama

sinossi/synopsis:
La spada e il fuoco. Evoluzioni cromatiche di un corpo in bilico fra il nulla e la distruzione.
The sword and the fire. Chromatic evolutions of a body in balance with nothing and destruction.

 

ANYWHERE OUT OF THE WORLD
DVCam, 2007, 5’

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/video and sound: Alessandro Amaducci
elaborazioni 3D/3D processing: Dimitri Milano
presenza/presence: Morgan Hide

sinossi/synopsis:
Evoluzioni di un corpo in trasformazione. Alchimie della carne.
Evolutions of a transforming body. The alchemy of the flesh.



FLESH PATHS

Dvcam, 2007, 6’30''

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/camera, editing, compositing, music: Alessandro Amaducci
computer grafica 3D/computer graphics: Dimitri Milano
presenza/presence: Giuliana Urciuoli

sinossi/synopsis:
Viaggio attraverso i percorsi della carne, fra corpi femminili scoperchiati e nati già morti. Il lungo flashback di un suicida, fra memorie ancestrali e ricordi fetali.
A trip througout the paths of the flesh: revealed female bodies and newborn childs already dead. The long flashback of a suicidal, through ancestral memories and foetal recalls.


THE WEB
DVcam, 2007, 7’

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e suono/camera, editing, compositing, sound: Alessandro Amaducci
computer grafica/computer graphics: Dimitri Milano
presenza/presence: Paola Chiama

sinossi/synopsis:
I corpi di Internet incontrano un fantasma con un corpo. La Rete imprigiona il suo ospite ma viene sfondata, svelando il suo interno.
The Web's bodies meet the ghost of a female body. The Web captures its host but it is destroyed, revealing its inner structure.


DISCUSSION ON DEATH
DVcam, 2006, 6’


[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/camera, editing, compositing, music: Alessandro Amaducci
presenze/presences: Paola Chiama, Morgan Hide

sinossi/synopsis:
Nel mondo digitale il limite non esiste più, e così scompare il concetto di morte. Pensiamo di essere tutti immortali. I corpi mutano o trasmutano, la scienza promette l’eternità, e nel labirinto di specchi che si crea partoriamo noi stessi, creature già disponibili alla mutazione finale. Un viaggio nelle identità dell’immagine.
The body, the science, the death.

2 classificato a Visionaria 2007, Siena, giuria di Second Life.
2nd award at Visionaria 2007, Italy, jury of Second Life.


ELECTRIC SELF
DVcam, 2006, 4’

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/camera, editing, compositing, music: Alessandro Amaducci
presenza/presence: Giuliana Urciuoli

sinossi/synopsis:
Creatività dell’immaginario nel nero amniotico della vita e della morte. Il “sé elettrico”, l’identità tecnologica, nasce dal buio e dal corpo. Figure mutanti vagano nella caverna delle immagini partorendo forme ambivalenti, a metà fra la vita e la morte.
A woman in balance with darkness and life.

1 premio come artista indipendente al festival Optica, Spagna.
1st award as Indipendent Artist at Festival Optica, Spain.



IN THE BEGINNING
DVcam, 2006, 4’

[guarda il video/watch the video]

realizzazione video e musica/camera, editing, compositing, music: Alessandro Amaducci
presenza/presence: Alessandra Vigna

sinossi/synopsis:
Fantasmi di marinai tatuati provengono dal passato nell’oceano della memoria, evocati da una figura femminile.
A dancer in a tattooed dream.





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RECENSIONI/REVIEWS

 

giovedì, 19 aprile 2007 VIDEOPUNTOZERO 5 - ANTEPRIMA 11 - Alessandro Amaducci

 

I cinque nuovi video di Alessandro Amaducci che proietteremo nel corso della 5a edizione di Videopuntozero sono riconducibili a numerosi filoni: il gotico, la cultura industriale, la cultura delle droghe, i freaks, la fantascienza cyber, le distopie, la poesia decadente e funeraria, il cinema horror, i documentari shock alla "Mondo", il porno, la performance fisica, la body art, il neo-tribalismo, la musica e gli arcipelaghi culturali dark, punk, heavy metal… la ricerca di sonorità sempre nuove, con l’approdo all’elettronica che ha dissolto ogni possibilità di distinzioni...
L’idea che ci suscita l’elenco che abbiamo cercato di abbozzare è quella di tendenze che si aggregano intorno a concetti per lo più nichilisti e pressanti, dove è quasi ossessiva l’urgenza di gesti di rottura, violenti, istintivi e veloci.
I nuovi video di Amaducci hanno proprio (e solo) l’apparenza di essere gesti di questo tipo, ma la violenza dei contenuti viene immersa in un’atmosfera più sospesa e contemplativa, da trip lento e lungo. Anywhere Out of the World raggiunge proprio la dimensione di una visione da fungo magico e può essere rappresentativo di un certo tipo di visione liquida e dorata, dai cromatismi risplendenti come illuminata dall’interno, tipica unicamente dei funghi magici. Si tratta del corpo di una modella (Morgan Hide) elaborato e trasformato in un modello 3D che attraversa continue trasformazioni. Questo fluire continuo dei volti e dei corpi che Amaducci ha ripreso è un suo segno distintivo e di continuità rispetto ai lavori del passato. E’ difficile afferrare le sue immagini in un momento di decisa stabilità e concretezza, sfumano immediatamente per trasformarsi in qualcos’altro. Questo gioco è sempre diverso e Amaducci mostra le abilità creative e tecniche di chi può davvero sfruttare una gamma infinita di variazioni interessanti e sorprendenti.
Questi nuovi video di Amaducci sono immersi in una dimensione di erotismo spietato: le performer che danzano o agitano coltelli lunghi come zanne, seminude o completamente nude hanno corpi bellissimi e personalità. L’accostamento erotismo/morte è parte dei vari retaggi di cui sopra e dell’animo romantico di Amaducci. E’ disperato tentare delle considerazioni teoriche originali su un tema tanto battuto, quindi la parte teorica la tralasciamo per dire subito che Amaducci ha realizzato dei video sul tema erotismo/morte carichi di tensione e bellezza. Discussion on Death (in programmazione Sabato 19 maggio) viaggia accompagnato da una musica bellissima, molto evocativa. Discussion about Death sorprende per la quantità di cambi, di idee felici che dilagano, di variazioni stilistiche, di immersioni in mondi a tratti terrificanti e pieni di suggestioni misteriose, inafferrabili, fisiche...La sofferenza cronicizzata e indotta di una tra le tante generazioni di giovani disperati cresciuti rinchiusi dentro stanze di cemento, imprigionati, le uniche possibilità sentite come appaganti la fuga nel sogno e nel sonno, le tendenze suicide di un'intera società che cresce all'ombra delle sue bombe atomiche, come se la possibilità concreta dell'estinzione fosse l'unica possibilità di preservarci dall’estinzione, gli infiniti dolorosi paradossi della nostra condizione futile e disperata, sono presenti in questi video assieme alla continua ricerca della bellezza e della poesia - VPZ.postato da: 0speed alle ore 13:36 
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Electric Self
"In uno spazio, sospeso come può essere quello di un sogno, privo di coordinate spaziali e temporali, dove i riferimenti si disintergano nel buio, un'apparizione di donna in stato interessante si manifesta evanescente e fluttuante e pervade lo schermo nella sua nudità sensuale. L'immagine moltiplicata espone il corpo nei movimenti di danza e nelle contorsioni che gli effetti elettronici consentono, rendendolo elastico, espandibile o mutabile come di fronte ad uno specchio deformante.
Il graduale passaggio da bianco e nero a colori saturi e acidi nelle tonalità del rosso e del verde libera l'immagine dal connotato reale, riportando alla mente le figure esplose e cariche del fauvismo.
Potente e ipnotico l'impatto musicale. Un video che attrae e seduce nell'esporre un'eterea femminilità eppur così piena e concreta nel suo futuro essere madre."

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Elena Marcheschi, Poetroniche. Video cinema e oltre, catalogo Invideo 2007, Milano, Mimesis, pg. 42
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Greetings from Hell

Set to music created by Amaducci, this filmmaker’s vision of hell includes mannequin-like figures, flames, a solar eclipse and vogue-ing.  As the figures break free of their sharp movements and move into a state of liquidity, they collapse one by one. Strike a pose!
Anna Brady Nuse
http://pentacleblogs.org/movetheframe/2009/10/greetings-from-hell/
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"Il titolo della raccolta, precisa l’autore, ha un duplice significato: da un lato electric self comporta il senso di piccoli lavori in cui il “fai da te” elettronico-digitale è portato ai massimi livelli, dall’altro indica “la volontà di entrare in modo diretto entro una sorta di inconscio elettronico, di caverna di ombre contaminate dalle nuove tecnologie”.

Il mondo di Amaducci, avvalendosi di un immaginario sconfinato, spesso scaturito dai depositi di Internet – da cui si coglie, sottolinea l’artista, la trasformazione del mondo in spettacolo – si tende su corde iperboliche, tra eros e thanatos portati agli estremi, entro scenari di ascendenza gotica, dove il trasformismo, insito nelle potenzialità digitali, contamina ogni cosa. Soprattutto i corpi, in prevalenza femminili, bellissimi, più artificiali che reali, disponibili a mutazioni, che sottendono un disfacimento definitivo. L’idea di morte, di tragiche distruzioni, conseguenti alle guerre di ogni tempo e luogo, una predisposizione all’horror ed aspetti crudeli che riaffiorano da sedimenti mnemonici accumulati nell’inconscio, percorrono questi brevi lavori conferendo loro un imprinting inconfondibile, un marchio ben riconoscibile di seducente decadenza, trapassato dalla più sofisticata tecnologia elettronico-digitale.

Not with a bang: tra svariate visioni fumose, planimetrie urbane, una ruota da luna park, case distrutte e ombre che le percorrono, una ragazza azzoppata, con le stampelle e vistose scarpe rosse, si aggira in perlustrazione. Sullo sfondo di continuo scoppi, case che si disintegrano e volano; il girato è in b/n, ma gli scoppi sono colorati, come le scarpe rosso lacca e le stampelle. La ragazza si dissolve, ma ricompare in ombra. Amaducci condensa questo lavoro in una frase: “un fantasma combatte con le sue memorie”.

The Web: sulle molteplici immagini da Internet che ossessivamente ripetono movenze da lap-dance si sovrappone un corpo esterno che vi si stende sopra. Ma la Rete con i suoi tentacoli lo imprigiona mentre il sangue scorre sullo sfondo. Il corpo si trasforma e viene risucchiato, sfondando la Rete. Si svela il suo interno; ricompaiono le immagini da lap-dance, la griglia che le incornicia e coordina diviene parallelepipedo trasparente, a sua volta risucchiato.

Discussion on Death: nel continuo iperbolico trasformismo delle immagini, la discussione sulla morte assume i caratteri del mondo digitale, dove il limite, come osserva Amaducci, non esiste più. Sembra che nella metamorfosi incessante, che già portiamo dentro di noi, la trasformazione ultima e definitiva sia assorbita nel moto turbinante della vita e delle cose. Un percorso nel tempo, nella storia, segnata anche dai polittici medioevali che invece di racchiudere immagini sacre contengono corpi femminili in perenne trasformazione; una mobilità ossessiva che si ferma solo di fronte a un bambino con in mano una siringa foriera di morte.

Flesh Paths: è il lungo flashback di un suicida, nelle caverne del corpo, nei suoi anfratti, nel rosso della carne, nel lago del suo sangue. In questo scenario dominato dal rosso sfilano figure femminili, statue bloccate, prive di vita, una gran testa femminile, come caduta da una statua che giace nel lago; si respira un’aria mitica, però col segno negativo del sangue, della carne ferita; e poi putti che si moltiplicano, immagini che rimandano a memorie ancestrali…

Greetings from Hell: un inferno godibile questo, popolato da splendide creature femminili clonate che intrecciano danze simmetriche tra le fiamme. Cambiando ad un tratto il ritmo e la qualità della musica, incominciano a cadere a suolo ad un ad una, mentre le sopravvissute continuano con eleganza a danzare. Un balletto della morte svolto con glamour e asettica nonchalance e grande sapienza organizzativa."

Maria Campitelli, Catodica 5
http://www.catodica.com/presentazione/sezioni/ritratti/

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