realizzazione
video: Alessandro Amaducci
concept: Alessandro Amaducci, Steve Morino
cercatori della Rete: Gianluca Amaducci, Steve Morino, Valentina Onnis,
Alessandro Amaducci
produzione video: Alessandro Amaducci
produzione spettacolo: Hiroshima Mon Amour per Tecnoteatro
“Lo
spettacolo, realizzato da immagini e suoni registrati con interventi dal vivo,
propone un capovolgimento di ruoli nella dinamica classica che l’utente
vive viaggiando in internet. Solitamente siamo noi a cercare qualcosa nella
Rete, ora invece siamo bloccati in una sorta di caverna di immagini dalle pareti
della quale sorgono i folli messaggi di Internet. La Rete ci ha cercati e trovati.
Internet ha liberato la follia omicida e suicida di milioni di utenti, e ha
soddisfatto i desideri inconsci dell’eccesso di visione collegato alla
tecnologia: voyeurismo estremo, narcisismo, volontà di potenza dell’esserci.
Internet è pieno di corpi che si mostrano pur di mostrarsi, eppure sono
già tutti morti. Internet è pieno di cadaveri, ma godono di una
strana vita. Internet è il luogo dello scambio simbolico, e della morte.
Nell’anarchia che ancora vive nello sharing sorgono cartoline in movimento
che superano tutti i tabù che il cinema e la televisione hanno sempre
sfiorato, ma che vorrebbero prima o poi attraversare. Nel suo eccesso di visione,
la Rete e i suoi utenti, sfogando con la tecnologia pulsioni antiche e riposte,
ci mostrano un mondo patologico, impazzito, ma forse in alcuni casi, come negli
scenari di guerra vissuta, non così lontano alla realtà.”
Alessandro Amaducci
“(...)
Agghiaccianti e dedicate agli utenti che pensano di aver scoperto ogni meandro
violento, ogni crudo labirinto svelato dalla comunicazione globale di Internet,
sono le Cartoline dall’inferno prodotte da Steve Morino e Alessandro Amaducci.
Le invieranno (...) in una scatola proiettiva, in una black box senza uscita,
che moltiplicherà frammentando le immagini, restituendo al pubblico clip
in diretta dai peggiori incubi contemporanei.”
Alessandra C, Tecnoteatro, Torino Sette n. 771, 19.02.2004, supplemento de La
Stampa-Torino