“Un alieno cade sulla
Terra e torna in cielo con un volo American Airlines. Mi sono chiesto a lungo
che cosa abbia visto quell’uomo, cadendo qui, a Babele”.
Alessandro Amaducci, Steve Morino, Motor Angel
“(...) Q33NYUSA è una sigla che ha iniziato a girare in rete dopo la distruzione delle Twin Towers. Q33 corrisponderebbe alla sigla di uno degli aerei, NY alla città e USA alla nazione. Cambiando il carattere tipografico alla sigla utilizzando il font Wingdings compaiono i grafismi riprodotti: Q33NYUSA. Suggestione, visione o leggenda urbana? (...)
Uno straniero entra nel regno
di Babele, probabilmente con la missione segreta di distruggerla o ferirla mortalmente.
Per compiere il suo destino deve praticare l’invisibilità, deve
diventare un abitante come tutti gli altri, deve assumere molti volti e altrettanti
nomi. Deve imparare nuove lingue, nuovi mestieri. Quali immagini, quali suoni,
quali ricordi si formeranno o torneranno alla sua memoria? Quali incontri segneranno
la sua Via Crucis verso la fine obbligata?
Noi viviamo qui, nel Regno di Babele. Quello che ci viene mostrato ogni giorno,
da sempre, ci sembra ovvio, non di necessità giusto o senza difetti certo,
ma ovvio e ci culliamo nell’illusione che il nostro sia il migliore dei
mondi desiderabili. Certo non abbiamo smesso di sognare, ma vorremmo semplicemente
di più.
Dunque ci aspettiamo che anche coloro che attendono, esclusi, oltre le mura
di Babele in fovdo non chiedano altro che di entrare, magari per diventare come
noi, oppure per rubare i nostri tesori e portarli nelle loro terre. A volte
però questo non accade e sguardi incomprensibili ci scrutano.
È possibile immergersi nel Regno di Babele senza rimanerne contaminati
o almeno affascinati? Come è possibile resistere all’offerta di
ciò che desideriamo e il cui stesso desiderio è il motore principale
della stabilità delle cose? Perché desiderare di distruggere tutto?
Perché un attacco all’immaginario di Babele è l’azione
più pericolosa?
Q33NYUSA è solo un’ipotesi che cerca di ricostruire questo percorso,
questa Via Crucis. Le note di un viaggio. Un viaggio con occhio alieno attraverso
città gremite di gente comune, attraverso cartelloni pubblicitari e personaggi
immaginari, attraverso periferie sonnolente e metropolitane affaticate, attraverso
il sorriso dei protettori e le icone dei santi.
Q33NYUSA è solo un’ipotesi. Forse potremmo anche scoprire che anche
a noi, se solo ci fermiamo a guardare, queste immagini appaiono aliene, così
nitide da diventare inesplicabili, così amichevoli da divenire intollerabili.”
Alessandro Amaducci, Steve Morino, Motor Angel, Q33NYUSA:la
tragedia a Tecnoteatro, Torino Sette, La Stampa Torino, 14 dicembre 2001
“Come si fa a parlare
dell’oggi che diventa Storia, quando l’oggi non è ancora
finito? Come si fa ad asciugare il fiume roboante della cronaca per cogliere
l’essenza limpida degli eventi? È quasi impossibile. Ancor più
impossibile se sono le radici del mondo ad essere sconvolte. Parlare delle Twin
Towers, e della loro distruzione, raccontarle con la voce della poesia e la
fascinazione del racconto, è quasi violenza disperata. Con un guizzo
d’audacia profonda, dettata dall’urgenza del dire, ci provano, con
impeto e orgoglio, tre artisti eterogenei che sanno mescolare tecnologia e mito.
(...) Sfidando la retorica per rimanerne immuni, hanno concepito un’opera,
Q33NYUSA, in cui musica e visioni hi-tech accompagnano lo spettatore attraverso
14 stazioni, che al pari di una via crucis ripercorrono la sofferenza immane
di una passione necessaria per giungere alla redenzione suprema. Lo spettatore
viaggia con gli occhi di un Icaro alieno alla volta del regno di Babele. Il
Caos risucchia, epico e puro, in un impatto emotivo di grande forza espressiva
che apre la strada ai pensieri.”
Alfonso Cipolla, New York. Via crucis della storia, La
Repubblica Torino, 23 Dicembre 2001