DECODER, 1994, 4’, BETACAM
realizzazione video e suono: Alessandro Amaducci
produzione: Cooperativa 28 Dicembre

3° premio Videomiserie 1995, segnalato alla Anteprima per il Cinema Indipendente Italiano 1995, menzione speciale Visionaria 1996

“La televisione ci guarda e pretende reazioni pseudoattive. I messaggi ci confondono e le immagini si rivelano per coprirne altre. La realtà criptata è mentalmente deformata.”
Alessandro Amaducci

“Decoder di Alessandro Amaducci parte da una scritta di Tele + per segnalare l’esistenza dei programmi erotici dell’emittente a pagamento e crea nuovi sensi, manipola le parole, svela messaggi di controllo subliminale (Essi vivono...) e fa scorrere dentro quelle immagini i volti delle vittime della strage di Marzabotto.”
Giuseppe Gariazzo, Sesso in 150 secondi, Cineforum 345, n. 5, giugno 1995, Bergamo, Federazione Italiana Cineforum, pg. 41.

“Amaducci è un capacissimo provocatore via spot indigesti. Decoder è, infatti, un magnifico atto d’accusa ai tabù della tv.”
Ninì Candalino, La gavetta di Alain Resnais, Il Manifesto, 23 marzo 1995.

“In questo video Amaducci propone una sovrapposizione di idee ed immagini con cui denuncia un sottile filo conduttore tra i metodi di oggi per “criptare” le menti con le immagini ridondanti della (Pay) tv e i metodi di poco tempo fa, durante il regime nazi-fascista, causa di tanti morti (nella fattispecie, Marzabotto) di cui a volte si conosce solo una foto “spiata” dal potere. Inibire la visione, la libertà di scelta, programmare il controllo familiare: così viene ricomposta la frase dello speaker. In più, un suggestivo e visionario accostamento tra la svastica ed il simbolo di Tele +.”
Francesca Rossini (a cura di), L’occhio infranto, Comune di Bari-Metropolis, pg. 53.