3° premio Videomiserie 1995, segnalato alla Anteprima per il Cinema Indipendente Italiano 1995, menzione speciale Visionaria 1996
“La televisione ci
guarda e pretende reazioni pseudoattive. I messaggi ci confondono e le immagini
si rivelano per coprirne altre. La realtà criptata è mentalmente
deformata.”
Alessandro Amaducci
“Decoder di Alessandro
Amaducci parte da una scritta di Tele + per segnalare l’esistenza dei
programmi erotici dell’emittente a pagamento e crea nuovi sensi, manipola
le parole, svela messaggi di controllo subliminale (Essi vivono...) e fa scorrere
dentro quelle immagini i volti delle vittime della strage di Marzabotto.”
Giuseppe Gariazzo, Sesso in 150 secondi, Cineforum 345,
n. 5, giugno 1995, Bergamo, Federazione Italiana Cineforum, pg. 41.
“Amaducci è un
capacissimo provocatore via spot indigesti. Decoder è, infatti, un magnifico
atto d’accusa ai tabù della tv.”
Ninì Candalino, La gavetta di Alain Resnais, Il
Manifesto, 23 marzo 1995.
“In questo video Amaducci
propone una sovrapposizione di idee ed immagini con cui denuncia un sottile
filo conduttore tra i metodi di oggi per “criptare” le menti con
le immagini ridondanti della (Pay) tv e i metodi di poco tempo fa, durante il
regime nazi-fascista, causa di tanti morti (nella fattispecie, Marzabotto) di
cui a volte si conosce solo una foto “spiata” dal potere. Inibire
la visione, la libertà di scelta, programmare il controllo familiare:
così viene ricomposta la frase dello speaker. In più, un suggestivo
e visionario accostamento tra la svastica ed il simbolo di Tele +.”
Francesca Rossini (a cura di), L’occhio infranto,
Comune di Bari-Metropolis, pg. 53.