BANDA ANOMALA-RECENSIONI

Alessandro Amaducci, videoartista e autore di testi come L'immagine elettronica creativa e Paaso uno, da anni segue con interesse critico il fenomeno della videoarte. Oggi ha dedicato a quest'argomento questo testo di approfondimento, che presenta le opinioni e le opere di alcuni tra i maggiorni protagonisti italiani del settore. Un testo nondi facile lettura, dunque, ma prezioso per fare il punto su un fenomeno troppo spesso relegato ai margini della comunicazione.

(C.F.)
Videotecnica
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La videoarte sta sempre più perdendo una connotazione precisa (o forse non ce l'ha mai avuta) per trasformarsi in una sorta di contenitore in cui convogliare qualsiasi manifestazione di creatività abbia a che fare con una ripresa video. Le forme poetico-visuali legate a questo strumento sono diventate numerose e sempre meno omogenee. Videoperformance, videoscenografie, videoadanza, videoinstallazioni, sono tutte firmule linguistiche che di volta in volta vengono utilizzate più con uno scopo descrittivo che con l'intento di procedere ad una seria ed articolata catalogazione di discipline, stili e discorsi espressivi. Come rapportarsi, inoltre, al fenomeno del videoclip musicale, via di mezzo tra prodotto commerciale/promozionale ed oggetto artistico che ha visto all'opera, dietro l'occhio elettronico-digitale, grandi registi, fotografi e artisti contemporanei?
Ben vengano dunqnue, in questo contesto, quegli studi storico-critici in grado di fare un po' di ordine attraverso un'analisi razionale di piccole porzioni di questo generico e multiforme settore delle arti. A tal proposito risulta decisamente interessante il breve ed agile volume intitolato Banda anomala, pubblicato dalla casa editrice Lindau. Il sottotitolo, Un profilo della videoarte monocanale in Italia, comunica al lettore quale sia il territorio esplorato dal videomaker e studioso torinese, il quale, oltretutto, propone un riassunto di carattere storico che prende avvio addirittura dal fenomeno generato in terra americana da personaggi del calibro di Marcel Duchamp, Man Ray e Max Ernst.
(...) Gran parte del libro comunque è occupata dagli approfondimenti relativi a singoli autori o a gruppi come Fabrizio Plessi. Gianni Toti, Studio Azzurro, Correnti Magnetiche e Theo Eshetu. Un capitolo conclusivo, a firma di Sandra Lischi, è infine dedicato proprio ad Alessandro Amaducci e al suo "fare artistico che sembra modellato su un'idea di palinsesto rapido, vario, aperto all'imprevisto quotidiano, mobile, che passa senza strappi dal registro dello spettacolo a quello della riflessione teorica, dal racconto e dalla poesia alla performance..."
m.g.d.b.
2004 cultframe
http://www.cultframe.com/27/1608/3984/articolo_crediti.ASP?