DIGITAL DELIRIUM
Una notte di follia digitale
Il tradizionale appuntamento che, nell’ambito di Virtuality Conference, mostra il meglio della produzione digitale nazionale e internazionale quest’anno diventa uno spettacolo multimediale dove le immagini verranno mixate dal vivo su una serie di videoproiettori, al suono di musica mixata anch’essa live, negli spazi di Hiroshima Mon Amour, venerdì 4 novembre dalle ore 22.00 circa in poi.
Le immagini galleggeranno nella sala nera di Hiroshima, prendendo più spazio possibile, trasformando la stanza in una camera di forme e di suoni che avvolgeranno lo spettatore, proiettandolo in una vertigine percettiva senza prospettive certe. Il tema della serata è, ovviamente, la follia digitale (ovvero la follia del digitale), dove per digitale si intende tutto ciò che viene prodotto con questa tecnologia, quindi non solo le animazioni in 2D o 3D, ma anche il compositing, il semplice video digitale, tutto ciò che è cambiato inevitabilmente nel mondo delle immagini in movimento (e non).
I numeri possono essere irrazionali, e le nuove tecnologie hanno contribuito a far impazzire i neuroni di chi crea e di chi guarda. Più che costruire nuove realtà fotorealistiche, il digitale certifica l’artificialità dell’esistente, penetra nel mondo degi sogni e lo rende oggetto in movimento. Annulla il confine sottile fra oggetto e immaginazione, mappa le superfici della fantasia con tessuti soliidi, ma fragilmente decostruibili.
I contributi che verranno mixati dal vivo provengono da varie fonti. Vi saranno immagini realizzate appositamente per Digital Delirium da un gruppo di persone che lavorano attivamente, a vario titolo, a Torino, nel campo della produzione digitale: professionisti, tecnici, videoartisti. Fra gli altri, il sottoscritto, Giuseppe Randazzo, Celestino Gianotti, Alessandro Canu, Pierfilippo Mancini, Pier Paolo Abbà, Enrico Giovannoni, e altri ancora a venire. E poi , ovviamente, le immagini delle opere più interessanti trasmesse durante le giornate di Virtuality Conference. Il maestro di cerimonia musicale sarà MGZ, che di deliri se ne intende.
Si tratterà quindi di un’esperienza nuova, non semplici proiezioni di opere una di seguito l’altra, ma scatenamento dal vivo dell’immaginario digitale frazionato nello spazio, con altre musiche di sottofondo.
Una notte per guardare, ascoltare e (perché no?) danzare la follia del digitale.
Alessandro Amaducci
Torino 7 n.854, 3 novembre 2005