CASA MATTA, 1994, 5’, BVU
realizzazione video: Alessandro Amaducci , Katia Beltrame
danza: Irene Pulzoni, Alessandra Vigna
musica: Giovanni Ramello
produzione: Cooperativa 28 Dicembre
distribuzione: Heure Exquise!

Trasmesso da Sei Milano, e da Fuori Orario (RAI 3)

 

“Videodanza obliqua, per corpi volatilizzabili.” (Alessandro Amaducci)

“La fluidità dei movimenti di danza contemporanea e la videocamera dal volo impercettibile ed obliquo che danza con i corpi offrono lo spunto per rompere gli spazi di una casa che in realtà non c’è o è “matta”, per l’appunto. Gli spazi si interscambiano, i muri non esistono e la casa oscilla nel vuoto. Ma attenzione perché viaggiamo sempre nel luogo della finzione video, nei cieli dove volano certe rondini digitalizzate: è il naturale dispiegamento della sostanza elettronica del fantasma analogico. Per non parlare di strane e pericolose scarpe giganti...”
(Francesca Rossini (a cura di), L’occhio infranto, Comune di Bari-Metropolis, pg. 58)

“Amaducci (...) realizza qui uno strano, spiazzante, suggestivo ritratto di coreografia obliqua: è la casa ad essere matta? O è la telecamera a giocare con lo spazio? O sono, soprattutto, le coreografie sghembe che scivolano sui pavimenti mai in regola? Indiscipline a confronto.”
(Sandra Lischi (a cura di), Un anno italiano in video, Milano, A&M Bookstore, 1996, pg. 26)