MATERIA GRIGIA, 1990, 5’, VHS
realizzazione video: Alessandro Amaducci
musica: Ruggero Tajè
produzione: Centro Arti Visive Archimede

3° premio Videokids 1990

“Anche le immagini astratte hanno una loro sensualità. Fantasie erotiche cellulari e danze di spermatozoi-neuroni. Per un erotismo dei gangli neuronali.”
Alessandro Amaducci

“Eclettico sperimentatore delle convergenze espressive: pittura-fotografia-musica-teatro, Alessandro Amaducci lavora in video. Amante delle avanguardie del primo 900, quest’autore “giovincello”, rielaborando meravigliosamente quell’eredità di ricerca cinetica, esplora con l’arte elettronica l’inossidabile potenza fascinatoria delle immagini astratte. Così in Materia grigia, “viaggio alla scoperta dell’erotismo del nostro cervello”, scorrono a pioggia puntini, macchie, linee multicolori. Come se fosse una sonda che esplora all’interno della nostra testa, vediamo grumi chimici irradianti che si rincorrono al ritmo della deliziosa colonna sonora di Ruggero Tajè.”
Ninì Candalino, Materia grigia a colori, Il Manifesto, 28 giugno 1991, pg. 12

“(...) Materia grigia sono invece quasi sei minuti di belle immagini, con un viaggio astratto e un po’ folle nella testa di un bambino. Colpisce subito la fluidità ritmica, a cui l’elettronica si sottomette docilmente. E poi il rapporto tra la base in bianco e nero negativo e i colori tutti mossi su un pastello elettronico: rosso, blu, giallo, celeste, rosa, arancio... Il senso generale e immediato è quello di un viaggio allegro, infantile e misterioso dietro alle sorprese cellulari della materia grigia. Ma, diversamente da altri lavori di questo tipo, qui non c’è angoscia (al massimo un po’ di ossessione ritmica). C’è invece la stessa curiosità lisergica e surreale di certe scene animate di Yellow Submarine...”
Giandomenico Curi, Odio, materia grigia di Almad (Alessandro Amaducci), Fare video, n. 54-55, febbraio/marzo 1991, Roma, Ediscreen, pg. 64.