Video installazione per ciottoli di fiume, sabbia e televisori
Nelle nostre case, soprattutto verso sera, si accendono centinaia di
camini elettrici che, anche se non ce ne accorgiamo, modificano il
nostro ambiente condizionando la percezione di ciò che ci sta intorno.
Al buio, queste scatole luminose ci parlano suadenti, catturano i
nostri occhi magari un pò stanchi e ci intrattengono tenendoci
compagnia.
Questi involucri di energia non sono nostri amici: sono
presenti nelle nostre case grazie ad un bisogno indotto dal mercato e
dal sistema culturale che ha trasformato questi cubi in oggetti
necessari. Alcuni di noi sono nati e vissuti in loro compagnia, senza
aver scelto la loro presenza. Spesso non siamo neanche coscienti del
fatto che le immagini di luce che essi trasmettono non sono determinate
da un nostro atto di volontà: la violenza, il sangue, i corpi e
soprattutto le parole che feriscono il buio delle nostre stanze sono le
varianti attorno alle quali ruotano le medesime icone. La finta libertà
data dal telecomando si trasforma in un giro a vuoto, a cercare delle
differenze che non esistono: la sensazione di potere dello zapping è in
realtà la riduzione della scelta a gesto meccanico e ripetuto,
interruzione fittizia.
Il risultato finale della nostra convivenza
con questi oggetti è uno stato di ipnosi. In questo stato entrano nel
nostro cervello, sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda delle
immagini, sensazioni violente e rabbiose; è il mondo riversato nella
nostra stanza, è la distruzione delle distanze determinata dalla
velocità della trasmissione, è il vorticismo dell'eccesso di
informazioni che determina solo annichilimento e stati emotivi
ansiogeni.
Il televisore, da un punto di vista ambientale, somiglia
molto a ciò che anticamente assumeva la funzione del camino. E',
anzitutto, un trasmettitore di luce variabile, per cui i contorni del
nostro habitat si trasformano in una danza di luci ed ombre. Le forme
che produce sono in costante movimento, così come lo sono le immagini
del televisore, che è capace di sofisticazioni visive molto più
intriganti e a volte crudeli, tanto che può restare acceso ore e ore:
potenza del suo essere artificiale. Esso ci tiene compagnia e abita con
noi, esattamente come il focolare domestico che tanto calore, fisico ma
anche psicologico, ci ha dato in tempi lontani. Il fuoco ci ipnotizza,
portando la nostra mente ad attraversare le linee seducenti della sua
forma, il televisore ci tiene inchiodati incatenando la nostra fantasia
con immagini forti e precise.
Lungi dal voler distruggere le
macchine e la tecnologia, questa videoinstallazione vuole riazzerare la
funzione del televisore, reso fulcro di troppa importanza, per
trasformarlo in quello che veramente è un oggetto che emette luce e con
il quale poter giocare.
L'ambiente creato dai fuochi fatui è uno
spazio contemplativo, meditativo, in cui muoversi per perdersi, per
riscoprire stati ipnotici positivi, artificialmente naturali. Fuochi
fatui è anche, come il caminetto, un dispositivo di luce e può essere
posizionato in luoghi abbandonati o distrutti, o nelle nostre case, per
ridefinire la forma, per dare nuova vita ai luoghi e alle memorie.
Alessandro Amaducci
http://www.visionaria.eu/mostre.php?idmostra=38&titolomostra=Fuochi_fatu...